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Coordinazione, organizzazione e disciplina delle collaborazioni continuative

Arturo Maresca

Il tema trattato è quello delle collaborazioni autonome continuative distinguendo quelle coordinate da quelle etero-organizzate in base al fatto che nelle prime il coordinamento è oggetto di un accordo tra il collaboratore ed il committente, mentre nelle seconde è que­st’ultimo che organizza la prestazione lavorativa del collaboratore. Si distingue, poi, l’ete­ro-organizzazione dalla subordinazione, anche da quella c.d. attenuata. In ultimo si formula un’ipotesi di disciplina applicabile alle collaborazioni etero-organizzate, utilizzando un criterio che seleziona, all’interno della complessiva disciplina del lavoro subordinato, quella parti di essa che sono incompatibili con una collaborazione continuativa che resta saldamente autonoma.

PAROLE CHIAVE: lavoro autonomo - lavoro subordinato - corte di cassazione - rider

Coordination, organization and regulation of continuous collaborations

The contribution deals with continuous autonomous collaborations: coordinated collaborations are distinguished from hetero-organized ones, based on the fact that in the former, coordination is the subject of an agreement between collaborator and employing party, while in the latter, it is the employing party that organizes the collaborator’s work performance. Furthermore, hetero-organization is distinguished from subordination, including so-called attenuated subordination. Finally, a hypothesis of discipline applicable to hetero-or­ganized collaborations is formulated, using a criterion that selects, within the overall discipline of subordinate work, those parts that are incompatible with a continuous collaboration that remains firmly autonomous.

   

1. In questi ultimi cinque anni le collaborazioni autonome continuative sono state oggetto di ripetuti interventi del legislatore dall’art. 2, d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, all’art. 1 ss., legge 22 maggio, 2017, n. 81, infine all’art. 1, comma 1, lett. a), nn. 1 e 2, decreto legge 3 settembre 2019, n. 101, convertito con legge 2 novembre 2019, n. 128, a cui si è aggiunta la Cassazione con l’importante sentenza 24 gennaio 2020, n. 1663.

Senza indugiare in valutazioni sulla formulazione delle norme di volta in volta dettate dal legislatore [1], ma tentando di cogliere l’esito finale di tali interventi (alme­no a legislazione vigente) si può dire che essi [continua..]

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